Tempismo

Anche questo mese, partecipo alla challenge di Ember, che è uno spettacolo di scrittrice e, soprattutto, mi motiva sempre un sacco a scrivere. Per cui, lasciamoci motivare, va’!

La mia scelta, tra i vari prompt, è quella di scrivere un tema: Se solo avessi potuto cambiare quel momento della mia vita…

Ed ecco che partono gli Aqua e la colonna sonora di Sliding Doors.

Iniziamo dal fatto che, col senno di poi, siamo tutti espertoni. Il mio cervello ha girato film su ogni possibile alternativa alle decisioni che ho preso nella mia vita. Il lungometraggio più assillante di tutti, per anni è stato: e fossi rimasta a Siviglia anziché tornare a Roma, dopo l’Erasmus? Poi è arrivato: e se non avessi abbandonato il giornalismo per fare la cameriera? E se non avessi mai conosciuto quell’uomo? E se avessi continuato a studiare danza? E se, se, se… La risposta c’è. Ed è che non esiste una risposta. Quello che so è che in tutte le decisioni mi sono fatta guidare dai ragionamenti, in piccola parte, e dalle mie emozioni, in grandissima parte: dall’istinto, dalla paura, dall’entusiasmo. A volte, ottenendo un risultato che non mi aspettavo, nel bene o nel male. A volte, raggiungendo quello che avevo esattamente immaginato (raramente, per la verità). In tutti i casi, non mi sono pentita. Tutte le mie scelte mi hanno portata esattamente dove devo essere e mi porteranno dove dovrò essere. E anche il caso me lo ricorda, come ha fatto ieri sera.

Ero con una cara amica alla serata di presentazione di una nuova birra, brassata da una coppia di amici che hanno un birrificio qui a Berlino. Mentre chiacchieravo e sbevazzavo, il telefono ha squillato. Era un messaggio da un tizio che mi ha contattata su Facebook tempo fa, a cui inizialmente avevo dato il numero di telefono, ma che poi ho bloccato sul social network quando ho intuito che era un fake e, soprattutto, aveva cominciato a mandare troppe foto non richieste. Avevo dimenticato di bloccarlo su WhatsApp. Ed ecco che mi ha riscritto, dal nulla. Per essere precisi, non ha scritto niente: ha solo mandato una foto dell’amplesso di qualcun altro. Mi sono fatta una risata, commentando, una battuta dietro l’altra, con la mia amica. Ho bloccato lo schermo del telefono e siamo tornate a parlare d’altro. Subito dopo si è avvicinata una donna inglese e ha iniziato a chiacchierare con noi. E’ una giornalista della BBC, che si trova per due giorni a Berlino. Dopo due secondi di conoscenza, le abbiamo raccontato le nostre vite, lei ci ha incoraggiate su tutti i nostri progetti, spingendoci a credere in noi stesse. Sembrava un TED Talk privato e dal vivo, una conversazione entusiasmante. Ci ha dato una positività che serviva a entrambe. Le ho raccontato che sto scrivendo un romanzo e lei sembrava interessatissima, mi ha fatto mille domande sulla trama e sullo stile, su quello che mi aspetto. Mi sentivo dove devo essere, nel momento giusto. Questo tempismo che penso sempre di lisciare, in realtà era lì con me, in quel pub, presente, beccato in pieno. Quella fantastica donna mi ha chiesto di darle aggiornamenti sul mio libro, di scriverle un’e-mail appena avrò delle novità. Le ho chiesto, quindi, di scrivere il suo indirizzo sulla mia rubrica.

Il passaggio successivo è semplice e d’impatto.

Sblocco lo schermo. Riappare l’amplesso di qualcun altro.

Fine dell’ennesima storia tragicomica, scritta dal tempismo.

Adesso so esattamente che sono dove devo essere, nel momento esatto e con lo scopo per cui sono nata: far ridere i miei amici.

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10 thoughts on “Tempismo

  1. Mi piace molto la vena tragicomica con la quale racconti i tuoi attimi di vita quotidiana. Secondo il mio modestissimo parere, è lo stile più appropriato per parlare di questa nostra vita, che non possiamo prendere troppo sul serio o finiremmo con un nodo d’angoscia in mezzo alla gola, e che, allo stesso tempo, è quanto di più prezioso possediamo. Sono giunta alla conclusione che convenga prenderla come viene: con i suoi tanti “se”, i suoi tantissimi “ma”, i suoi sconfinati “perché”, ma anche senza nessun pensiero in assoluto, come farebbe una foglia che si lascia trasportare dalle onde a destinazione. Ti auguro con tutto il cuore che le tue onde ti portino verso la meta che è stata pensata per te – quella che tu stessa stai creando, senza magari rendertene ancora conto. Sarà bella. Sarà solo tua. E ti farà sentire, come scrivi in questo post, esattamente nel posto giusto al momento giusto.
    Grazie per aver partecipato anche questo mese alla mia challenge e per le parole troppo buone che mi hai dedicato. Mi hai regalato un sorriso così grande!
    A presto 💙
    (Ps. Avevo scritto il commento qualche ora fa ma non si è pubblicato! Nel caso in cui ti arrivasse un doppione, cancella tranquillamente questo!)

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  2. Il tempismo è quella magia che ti fa sentire disegnata coi contorni a pennarello con la punta spessa: al centro perfetto della tua esistenza. E se gli amici ridono, meglio ancora!
    Falena, hai il tratto comico che ti s’attaglia. Mi piace.

    Liked by 1 person

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