L’uomo dei sogni

Ho sempre desiderato l’impossibile. Da piccola, volevo diventare una strega buona, ma non mi accontentavo della bacchetta magica. No, troppo facile. Nei miei sogni, chiedevo un baule pieno di tutti gli oggetti magici che vedevo usare nei cartoni animati in tv o nei fumetti e nelle storie fantasy che leggevo. Il mio primo quaderno pieno di racconti, scritto all’età di 7 anni, aveva come protagonista una bicicletta magica, che aiutava i bambini a trovare coraggio e a fare quello che non sarebbero riusciti a fare da soli.

Rendere impossibili le cose possibili. Mi ha sempre affascinato.

Crescendo, questa “attrazione” per l’impossibile ha avuto delle conseguenze anche dolorose, dato che il baule pieno di magia non è mai arrivato. Una delle cose impossibili in cui ho creduto fino allo sfinimento e al tragico annullamento di me stessa era, anni fa ormai, la storia d’amore con l’uomo dei miei sogni. Ovviamente, già impegnato. Ovviamente, molto felice di fare la mia conoscenza e di illudermi che la sua relazione era sull’orlo del precipizio e sarebbe caduta di lì a poco. Ovviamente, pronto a rinnegare ogni parola, ogni sguardo, ogni promessa che mi faceva nei suoi momenti di festa. 

Gli voglio ancora molto bene. Dopo la fine di quella ossessione, sono riuscita a tenerlo nella mia vita. Siamo diventati quasi amici, anche se nel nostro rapporto la luce del giorno non ci sarà mai davvero: meglio non creare sospetti neanche su una storia finita. La clandestinità ci accompagna anche quando non c’è più il peccato da nascondere, forse perché continuiamo a sentirci colpevoli. Lui, giustamente, nei confronti della sua donna. Io nei confronti di me stessa.

Ma quanto ho desiderato una famiglia con lui! Una vita normale, fatta di viaggi, di quotidiano, di litigi e passione. Una vita felice con l’uomo che avevo scelto.

Poco tempo fa, ci siamo incontrati per caso nel centro di Roma. Mi ha chiesto di fare una passeggiata con lui, doveva comprare delle cose in un negozio. Mi sono annoiata da morire. E’ un bene, ho subito pensato, almeno non starò così male quando la giornata sarà finita. Non avrò più quel rimpianto, ho pensato ancora.

Tornata a casa, il rimpianto era ancora più grande, ma differente. Nella mia testa, suonava più o meno così: quanto tempo ho rubato a me stessa e a eventuali storie d’amore per seguire il miraggio di un uomo, che in realtà non ho mai conosciuto? Ho davvero perso tutti quegli anni della mia vita per niente?

Adesso ci ripenso e mi faccio una risata. E’ stata una storia d’amore bella, poetica, tragica, distruttiva e piena di speranze. Ed è bastato un giorno nella realtà, fuori dai sogni, alla luce del sole, per rendere la passione noia pura.

Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo. (O.Wilde)

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