First Date

Un bravo ragazzo. Cliff rientra appieno nella definizione. Gentile, morigerato, ma anche divertente e molto intelligente. Mi ha chiesto di uscire insieme un mese fa: “Ti porto al minigolf più famoso di Berlino, è aperto anche di notte, non puoi non divertirti”. E’ passato un mese, perché il mio lavoro e il suo ci hanno tenuti impegnati, ma ce l’abbiamo fatta. Il minigolf è saltato, ma, in compenso, mi ha fatto scoprire un appartamento adibito a locale, in cui abbiamo partecipato a una sfida a ping pong.

Come al solito, mi sono innamorata all’istante del barman. Non ho flirtato, sia chiaro. Ma avete presente quel punto debole così costante da diventare un clichè? Ecco il mio: l’uomo dietro al banco. Per essere più precisi, il classico uomo dietro al banco, quello figo, carismatico, circondato da donne. Quello stronzo. Tipo Mirko, per capirci, che mi ha fatto vivere tre mesi in perenne bungee jumping. E allora, in quella serata così carina, originale, con l’unico uomo della mia vita che non ha provato a saltarmi addosso alla prima occasione, ho trovato anche il tempo di sentirmi un po’ stronza.

Non si fa, mi ripetevo. Stai diventando come loro.

L’immagine di me sbattuta al muro dal barman nel magazzino della casa-locale mi ha fatto il favore di sparire in pochi secondi. E sono finalmente tornata a dare la mia attenzione all’uomo che organizzato una serata intera con il solo scopo di sorprendermi e farmi ridere.

Ci è riuscito. Settimana prossima mi ha promesso un’altra uscita super cool. E io non vedo l’ora, ma…

Anzi, ma. 

Non vedo l’ora di passare una serata diversa dal solito, non di vedere lui.

L’unico contatto fisico è stato un bacio a stampo, molto tenero, alla fermata del tram. Quando lui è andato via, io sono andata a giocare a biliardino, ballare e bere gin tonic con i miei colleghi, chiedendomi come mai non stessi morendo dalla voglia di saltargli addosso. Ché è vero che sono piena zeppa di clichè, ma quello di uscire con un uomo e avere voglia di sapere se è meglio nudo o vestito è un clichè che non mi va di lasciare. Come quello di aspettare con ansia un suo messaggio il giorno dopo. Quello di sentire un brivido e diventare tutta rossa dopo il primo contatto fisico.

E poi c’è il mio clichè preferito: quello di non avere occhi per nessun altro, quando sto con lui.

 

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