Back to love

I love sport. Nei miei diari scolastici, era una costante. Il mio amore per lo sport superava in frequenza ed evidenza ogni altro destinatario di amore, fisico o concettuale che fosse. Quando ho smesso di essere la ragazzina perennemente in tuta, pronta a improvvisare una coreografia, saltare in sella a un cavallo, tuffarsi per prendere un pallone (e così via), sono improvvisamente diventata la ragazza che viveva sui tacchi, che reggeva l’alcol più degli uomini e che lo sport non si ricordava neanche cosa fosse. Non chiedetemi perché. Non chiedetemi perché, soprattutto, non ho provato a essere entrambe le cose. Le vie di mezzo non le ho mai prese sul serio.

Ho ricominciato ad allenarmi con costanza qualche anno fa, dopo dieci anni di stop. Immaginate il trauma! Nella mia testa, nonostante sapessi che il mio corpo era cambiato, ero sicura di riuscire a comandare ogni suo movimento, senza sofferenza né troppa fatica, come facevo molti anni prima. Lo specchio, invece, mi diceva un’altra cosa. Non ero più elastica, non ero più agile, non ero più armoniosa. C’è voluto tanto lavoro e un’insegnante che il primo giorno di lezione mi ha detto: “Non ti azzardare a scoraggiarti”. E alla fine ce l’ho quasi fatta. Sono tornata forte, flessibile, aggraziata.

Non mi alleno da sei mesi. Oggi vado a fare la mia prima lezione in una scuola di pole dance berlinese e sono molto preoccupata di quello che mi dirà il riflesso nello specchio. Ho letto che le persone molto allenate risentono prima e in modo più evidente dello stop (rispetto a quelle che, già prima, si allenavano poco), ma anche che recuperano in fretta. In questi sei mesi, non ho abbandonato il mio corpo, l’ho tenuto sveglio facendo yoga. Ma ho comunque paura di ricominciare e non sentirmi all’altezza. Paura di avere un’insegnante che scuote la testa.

Odio le persone che scuotono la testa. Ti dicono che sei senza speranza, senza sprecare neanche il fiato, limitando il movimento e l’energia al minimo sindacale.

Spero, soprattutto, di non trovare nessuna scusa per non andarci.

Perché le cose che mi fanno stare bene mi fanno così paura?

Ok, mi vado a preparare.

 

 

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4 thoughts on “Back to love

    1. Non è andata 😦 Nessuna scusa, solo la telefonata della contabile, che aveva delle cose urgenti da farmi vedere…L’ho odiata abbastanza. Per recuperare, ho già fissato la lezione di questa settimana e nel mio giorno libero andrò anche a fare arrampicata (così mi perdono) 😉 un bacione!

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