Il magico potere dell’esaurimento

Ho un armadio quasi spoglio, adesso. Il trasloco dai miei 15 anni a Roma si può riassumere in: quando ti sei stufata di fare scatoloni, butta tutto. Un metodo che Marie Kondo (autrice del best seller Il magico potere del riordino) non approverebbe. Non che io abbia letto il libro (e lo dico per non farle cattiva pubblicità, visto che sono l’anti-ordine), solo recensioni e articoli vari, che tra l’altro mi hanno fatto venir voglia di leggerlo. Ma so che l’esaurimento nervoso da trasloco non è esattamente quello che la metodica e ordinata incarnazione del mio opposto intende nel suo libro. Se parliamo di matrice, quindi, c’è una bella differenza. Se parliamo, invece, di risultato, mi posso definire una nuova e inaspettata fan del riordino, che nel mio caso si è svolto ponendomi alcune domande, man mano che aprivo e svuotavo cassetti, scaffali e armadi:

  • Quanto tempo è che mi sono dimenticata dell’esistenza di questo oggetto?
  • Ah, ma dai, non l’avevo buttato con l’altro trasloco?
  • Chi me l’ha regalato?
  • Che coraggio ci vuole ad ammettere che questa bomboniera fa cagare? (Tra l’altro, non mi ricordo neanche di quale laurea/matrimonio/battesimo si tratta. Ah, ci sono ancora i confetti attaccati!)
  • Mi serve?
  • Mi sta bene addosso?
  • E’ distrutto?
  • Entra in valigia?

Be’, vi assicuro che con gli oggetti importanti, necessari, meritevoli di avere uno spazio nella mia vita, queste domande non hanno avuto neanche il tempo di nascere. Una selezione naturale. Ho tenuto con me tutto quello che voglio tenere davvero. Il resto l’ho suddiviso in due categorie: cose da regalare e cose da buttare. Punto.

Tutto ciò che ho portato qui, nella mia prima casa, subirà un’altra scrematura quando mi trasferirò a Berlino, non solo (per quanto riguarda il vestiario) a causa del clima leggermente più rigido, ma anche perché ancora non ho un alloggio fisso nella capitale tedesca. E poi, cosa c’è di più bello di cominciare un’altra vita costruendo anche un nuovo mondo di cose? Non avrebbe senso spostare la mia stanza tale e quale da un’altra parte, no? Decisamente, voglio partire leggera.

E sì, confermo: è terapeutico. Dopo aver finito, l’esaurimento è svanito come per magia.

La parte relativa alle persone è più complicata, ma mi sento a buon punto.

P.S. Passatemi il video di Mary Poppins, sto facendo una full immersion di nipotini 🙂

 

 

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